La Biblioteca della Facoltà di Economia dell'Università di Genova
Presentazione a cura di Dott.ssa Marina Faggiani, Direttore del C.S.B., curatrice del Fondo antico
ll catalogo dei libri antichi del C.S.B. di Economia ha rappresentato il traguardo di un paziente lavoro di ritrovamento, collocazione, catalogazione e costituzione fisica di un fondo antico degno di essere messo in luce; questo traguardo ha avuto come cornice ideale il 2004, Anno della cultura a Genova per il quale la presente compilazione ha costituito il modesto contributo.
Lo scopo del lavoro ha avuto come obiettivo la localizzazione e l'individuazione delle edizioni precedenti il XIX secolo conservate nel C.S.B. di Economia, visione senza dubbio riduttiva, trattandosi di libri antichi che meriterebbero ben altra attenzione e ben diverso trattamento. Si è cercato, però, di creare una base di lavoro che potrà dare il via ad una più completa opera di valorizzazione del fondo, mettendo in luce più propriamente copie, esemplari o tutti quegli elementi che rendono la descrizione del libro antico un universo sempre nuovo ed affascinante.
In questa ottica soprattutto pratica si inseriscono quindi le indicazioni di quegli elementi strettamente locali quali le collocazioni fisiche, i numeri di inventario o codici interni alfanumerici (di esclusivo uso interno, come il "codice di biblioteca") che si sono rivelati utilissimi per il loro ordinamento e la loro ricognizione mentre non si è proceduto, per esempio, ad alcuna rilevazione di impronta. L'individuazione degli elementi riportati per ogni volume dovrebbe comunque essere più che sufficiente per un non lontano inserimento nel catalogo informatico dell'Ateneo, che permetterà di far conoscere a livello nazionale ed internazionale la piccola monade antica contenuta nel C.S.B. di Economia.
La scelta dell'intestazione ha avuto come riferimento le regole RICA, mentre la descrizione si è basata sulle norme ISBD (A); ogni testo catalogato è stato cercato e confrontato, per la scelta dell'intestazione o la descrizione catalografica, con i maggiori repertori on line italiani o stranieri che sono stati oggetto di una sezione dedicata del presente volume. Il codice identificativo non indica pertanto l'individuazione di un medesimo esemplare ma solo fonte della descrizione, dell'intestazione o l'esito del confronto.
La Biblioteca al momento possiede 22 volumi (intesi come unità fisiche) risalenti al XVI secolo. Viene inserita in questa sezione anche un falso Settecentesco, tipograficamente datato 1537; e 53 volumi sono risalenti al XVII secolo; le edizioni risalenti al secolo XVIII sono più di 300.
Il Cinquecento è rappresentato con una forbice abbastanza estesa: il testo più antico risale 1546 mentre l'ultima cinquecentina data al 1589. Il Seicento vede invece un testo iniziale del 1602 e termina con un'edizione inglese del 1699.
Dalla consultazione dei registri inventariali del C.S.B. si deduce che il fondo è stato costituito dall'immediato dopoguerra fino alla prima metà degli anni Cinquanta ricorrendo a librerie antiquarie italiane e straniere; fanno eccezione i volumi pervenuti alla Biblioteca alla fine del secolo scorso, quando l'ex Istituto di Lingue ha ceduto il proprio patrimonio librario alla Biblioteca centrale.
In effetti questi costituiscono un nucleo a sé stante all'interno di questo patrimonio librario e sono facilmente distinguibili a causa degli argomenti trattati. Il nucleo storico del fondo antico infatti comprende opere di discipline giuridiche, matematiche, economiche, in senso più o meno ampio; il patrimonio linguistico ha invece apportato opere di argomento soprattutto letterario : la provenienza quindi giustifica l'esistenza di materiale apparentemente estraneo alle discipline tradizionali del C.S.B. All'interno del fondo troviamo sia opere di contenuto giurisprudenziale, come per esempio il Theatrum veritatis et iustitiae del De Luca, sia contabile, quale il Flori , Trattato del modo di tenere il libro doppio domestico, in cui l'autore si rivolge a tutti coloro che necessitano di una ordinata contabilità.
Non mancano libri curiosi quale, per esempio, il Tesoro delle gioie, che si inserisce a buon diritto in una raccolta di interesse prevalentemente economico in quanto trattato indubbiamente merceologico; in Della famosissima Compagnia della Lesina troviamo invece divertenti statuti di una fantastica Accademia che stabilisce precetti per vivere in economia secondo i dettami della più stretta avarizia.
Genova non è assente né tra gli autori, persona o ente, né tra i tipografi: da segnalare tra gli altri, per esempio, il Breve trattato delle continuationi de' cambi edito dal Pavoni di cui la scrivente ha trovato traccia solo G.Ruffini, Sotto il segno del pavone, Milano, F.Angeli, 1994.
La raccolta presenta infatti una notevole varietà di formati, di legature, di illustrazioni, di paginazioni diverse che possono testimoniare, in uno studio più approfondito anche solo dei frontespizi, l'evoluzione del libro come manufatto, oggetto di cura e di sperimentazione grafica nel XVI secolo fino alla compiuta raffinatezza del XVIII secolo, attraverso il pesante e ornato gusto tipografico del 1600. Ricca è anche la tipologia delle marche tipografiche, in alcuni casi veramente notevoli per immagini, colori o raffinatezza di disegno.
Un sentito grazie al Dott. G. Ruffini, alla cui inesauribile pazienza e spiccata competenza la scrivente è ricorsa in innumerevoli occasioni.
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Dott.ssa Marina Faggiani, Direttore, curatrice del Fondo antico
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